Con il Wil bisogna fare i tre punti, per tirarsi fuori dalle acque limacciose della classifica.
Manuel Benavente e il suo staff, nonostante una situazione non semplicissima, continuano a diffondere speranza e fiducia. C'è la convinzione di avere in mano una buona squadra.
Manuel Benavente e il suo staff, nonostante una situazione non semplicissima, continuano a diffondere speranza e fiducia. C'è la convinzione di avere in mano una buona squadra.
Manuel,
non ci sentiamo da un po’: come va a Bellinzona?
“Nessuno e niente mi trattiene dal dichiarare apertamente la mia felicità. Ringrazio, a nome dei miei colleghi, Pablo, per averci permesso di vivere questi bei momenti con il calcio svizzero”.
“Nessuno e niente mi trattiene dal dichiarare apertamente la mia felicità. Ringrazio, a nome dei miei colleghi, Pablo, per averci permesso di vivere questi bei momenti con il calcio svizzero”.
Come si
trova nella nostra città?
“Molto bene. Le gente che incontro nelle vie cittadine e nei ritrovi pubblici è cordiale, mi ferma spesso a parlare, a chiedermi le notizie del giorno sulla squadra. Bellinzona è accogliente, bella da viverci in quanto c’è una gran tranquillità. Per un cinquantunenne come me è l’ideale vivere in una città tanto ospitale, tranquilla e sicura. Anche per il suo clima gradevole. Inoltre ti dà la possibilità di trovarti in pochi minuti in mezzo al verde di boschi e montagne e all’ombra dei tre magnifici castelli…”.
“Molto bene. Le gente che incontro nelle vie cittadine e nei ritrovi pubblici è cordiale, mi ferma spesso a parlare, a chiedermi le notizie del giorno sulla squadra. Bellinzona è accogliente, bella da viverci in quanto c’è una gran tranquillità. Per un cinquantunenne come me è l’ideale vivere in una città tanto ospitale, tranquilla e sicura. Anche per il suo clima gradevole. Inoltre ti dà la possibilità di trovarti in pochi minuti in mezzo al verde di boschi e montagne e all’ombra dei tre magnifici castelli…”.
Veniamo
al calcio, alla gara con il Wil: tre punti da incamerare, non c’è alternativa,
è d’accordo?
“È certamente una partita importante, la vogliamo vincere”.
“È certamente una partita importante, la vogliamo vincere”.
Questo
alternarsi di prestazioni a che cosa è dovuto?
“Già di per sé quello di Challenge è un campionato molto irregolare dove si può vincere e perdere contro tutti. È necessario stare concentrati e prestare sempre la massima attenzione su ogni episodio”.
“Già di per sé quello di Challenge è un campionato molto irregolare dove si può vincere e perdere contro tutti. È necessario stare concentrati e prestare sempre la massima attenzione su ogni episodio”.
È una
questione di testa o di condizione atletica?
“Totalmente mentale, al 100 per cento!”.
“Totalmente mentale, al 100 per cento!”.
La rosa è
di una squadra da primi posti, come spiega che si trova al penultimo?
“Ci sono stati tirati via 6 punti, ne avremmo 29. Diciamo pure che ne potevamo avere almeno 33. Le penalità che ci sono state inflitte hanno influito sicuramente sul morale della squadra”.
“Ci sono stati tirati via 6 punti, ne avremmo 29. Diciamo pure che ne potevamo avere almeno 33. Le penalità che ci sono state inflitte hanno influito sicuramente sul morale della squadra”.
Il verbo
arrendersi non fa sicuramente parte del suo vocabolario: è forse subentrata un
po’ di paura?
“No no, la squadra sta rispondendo con i nervi distesi. Il gruppo è straordinariamente solido”.
“No no, la squadra sta rispondendo con i nervi distesi. Il gruppo è straordinariamente solido”.
La paura,
insomma, non fa 90 anche se delle ultime tre partite giocate sul campo amico il
Bellinzona ha vinto solo quella contro la ‘cenerentola’ Sciaffusa.
Nell’anticipo di ieri i renani hanno pareggiato (1-1) con il Vaduz aggiungendo
un punto alla loro classifica (21). Dal canto suo lo Stade Nyonnais è stato
nettamente sconfitto in casa (0-3) dall’Etoile Carouge (ora a meno 4 dal Thun
ma con una gara in più) mentre l’Aarau ha rafforzato il primo posto battendo
con una rete per tempo lo Xamax (2-0). Il Thun, che affronta domani SLO, ha ora
un ritardo di 4 punti dagli argoviesi.
(Foto Filippo Zanovello)